L’architettura senza architetti di Marjetica Potrč

Marjetica Potrč. Caracas: Dry Toilet (Six Variations);
2003-2009, materiali di costruzione e infrastrutture sanitarie, dimensioni variabili.
Courtesy: Marjetica Potrč e Galerie Nordenhake, Berlin and Stockholm.
[Fotografia sulla sinistra: Andre Cypriano]

Marjetica Potrč è un’artista e architetto slovena che lavora sulla città contemporanea e le sue manipolazioni. Dal 1996 si addentra tra le periferie delle megalopoli del mondo per scoprire e reinterpretare la bellezza dell’architettura spontanea. Va alla ricerca di “casi studio”, che rielabora attraverso progetti, disegni e installazioni. Questi sono esempi di soluzioni flessibili e di successo sviluppate dalle persone comuni in situazioni di difficoltà. Secondo l’artista l’approccio delle comunità locali può offrire risposte migliori rispetto a quelle nate sulla “scrivania di un progettista”. I suoi disegni e le sue installazioni sono spesso delle piccole provocazioni per mostrare, attraverso il canale dell’arte, i suoi progetti ecologici e autosostenibili.

Dry Toilet è il primo lavoro di Marjetica Potrč ad essere applicato alla vita reale. È un progetto realizzato insieme all’architetto Liyat Esakov a Caracas tra il 2003 e il 2009 sulla auto-sostenibilità, sulla crescita personale e sul potere individuale. I due ideatori si recano nella baraccopoli di La Vega e, interrogando la popolazione locale, tentano di capire i problemi della comunità. Individuano come difficoltà primaria la carente distribuzione idrica. Marjetica Potrč e Liyat Esakov pensano così di progettare e costruire un bagno ecologico, un servizio che non ha bisogno dunque dell’acqua erogata dalle autorità municipali. È una soluzione a basso costo e sostenibile che può essere arricchita e modellata a poco a poco dai residenti stessi. Questa idea segue le logiche dell’iniziativa individuale e dell’auto-crescita tipica delle baraccopoli. Dry Toilet è un vero e proprio spostamento delle istituzioni verso l’ingegno popolare. «Per la comunità di La Vega, il progetto offre una soluzione sostenibile a lungo termine per il problema della carenza di acqua, riducendo radicalmente il consumo di acqua della comunità.»

Marjetica Potrč.
Temporary Territories;
Emergencies, MUSAC,
Museo de Arte Contemporaneo de Castilla y Leon,
Leon, Spain, p.62-69, 2005.


Marjetica Potrč. Tirana House;
2009, materiali di costruzione e infrastrutture delle comunicazioni
e delle energie, dimensioni variabili.
Courtesy: Marjetica Potrč e Galerie Nordenhake, Berlin and Stockholm.
[Fotografie: Marjetica Potrč]

Un lavoro più recente di Marjetica Potrč è Tirana House, un “caso studio” su un’abitazione della città albanese. Potrč afferma: «dopo i cambiamenti politici degli anni ’90, il paesaggio urbano di Tirana è esploso. Una nuova città, costruita dai cittadini stessi, celebra una molteplicità di stili architettonici personali, stupefacenti costruzioni e facciate riccamente decorate» (www.potrc.org). L’artista reinterpreta questi input attraverso delle installazioni che celebrano l’espressione visuale della nuova cittadinanza di Tirana.

Marjetica Potrč con i suoi disegni e le sue installazioni è riuscita a far entrare nelle gallerie d’arte i suoi progetti e i problemi chiave dell’architettura urbana postmoderna: la comunicazione, le infrastrutture e la fornitura di energie.

Segui Marjetica Potrč sul suo sito personale e sulla galleria d’arte Nordenhake

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